Europarlamento e bullismo

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Di seguito riportata la Critica dell’Onorevole Lara Comi del Parlamento Europeo:

Strasburgo, Europarlamento, gennaio 2012 Il fenomeno del bullismo è tra le emergenze educative contemporanee, la più grave; in quanto agisce psicologicamente e fisicamente contro i principi di cittadinanza e partecipazione responsabile e democratica alla vita attiva del sistema paese, oltre che alla piena realizzazione del soggetto persona.

Il progetto europeo “ I AM NOT SCARED” si sta realizzando con il contributo di Italia, Germania, Inghilterra, Spagna, Romania, Bulgaria, Belgio, e sta inquadrando il fenomeno del bullismo da vari punti di vista, con l’intento di approdare alla realizzazione di politiche comuni per i Paesi dell’Unione Europea.

Il portale europeo “I AM NOT SCARED”, che si sta implementando con il lavoro degli esperti internazionali è di grande utilità per tutti coloro che ritengono essenziale il percorso educativo delle giovani generazioni. Oggi la scuola, in Europa, oltre a dover svolgere il tradizionale compito dell’istruzione si trova ad affrontare anche i problemi del bullismo, della dispersione, della demotivazione all’ apprendimento, dell’ assenza di progetti di crescita e di sviluppo degli studenti.

Le pratiche tradizionali che sottendono il concetto di mente come entità geneticamente immodificabile, di conoscenza come insieme di verità indubitabili, di apprendimento come processo eterodiretto e cumulativo, che enfatizzano la quantità delle nozioni possedute degli studenti, e la valutazione – misurazione delle prestazioni, che utilizzano la lezione frontale come unica o prevalente modalità didattica in classe, che tendono a esasperare un apprendimento astratto e decontestualizzato, che prestano poca attenzione alla sfera emozionale si rivelano inadeguate. Tutto ciò concorre a ingenerare negli studenti ansia, competizione, aggressività, assenza di empatia, di speranza, di motivazione, di piacere di conoscere, di porre domande cercando risposte, quindi un malessere psicologico, che ostacola lo sviluppo intellettuale, emozionale, sociale. Oggi lo studio delle emozioni pone l’accento sulla loro intrinseca regolabilità, secondo l’idea che le emozioni adeguatamente modulata, migliorano l’interazione sociale tramite il benessere individuale.

Da qui l’importanza di arginare e combattere il fenomeno del bullismo e sviluppare una EMOTIONALLY INTELLIGENT EDUCATION.

La presente pubblicazione che Adriana Battaglia ha curato con il contributo dell’Università di Siviglia e della School of Pedagogical and Technological Education di Patras (Grecia), sottolinea in modo marcato la necessità di interventi adeguati in ambito scolastico politico e sociale per la lotta la bullismo.

Ho apprezzato la passione di Adriana Battaglia nella lotta contro il bullismo, la sua dedizione alle emergenze educative che richiedono grande sensibilità pedagogica e serio impegno politico. Nelle prefazione del suo precedente libro “ Io non ho paura – Storie di vittime e di bulli” anche il Ministro italiano per l’attuazione del programma di Governo, Gianfranco Rotondi, aveva sottolineato l’urgenza e la necessità impellente di un impegno condiviso per la lotta la bullismo. L’educazione è innanzitutto un problema etico e stà negli educatori e negli uomini di governo porre le basi per una società futura che poggi sui valori della solidarietà, sussidiarietà e responsalità.

In qualità di Europarlamentare, sento l’esigenza di recuperare qualche suggestione dall’ultima indagine conoscitiva nazionale condotta da Telefono Azzurro ed Eurispes sull’Infanzia e Adolescenza 2010. Dal suddetto studio emerge che i bambini e gli adolescenti in Italia sono disorientati, sempre più soli, sentono la crisi e le difficoltà economiche, passano sempre più tempo in Internet, dove la capacità di difendersi dai pericoli è spesso ridotta. Dall’indagine emerge che il clima familiare è molto peggiorato. Le macro-tematiche esaminate, che vanno dall’ abuso, al disagio, all’utilizzo dei nuovi media, hanno sottolineato la necessità di arginare il fenomeno del bullismo in crescita paurosa in Europa, specie per quanto concerne il Cyberbullismo.

Qualche anno fa, si è tenuto a Bruxelles un seminario operativo sui “Nuovi strumenti per aiutare bambini e adolescenti”, ne era scaturito un quaderno “The spokeperson for children in Europe. New tools for helping children and young people” che definiva le linee guida per un modello di Garante dell’infanzia, in grado di poter operare in qualsiasi paese europeo, per promuovere e difendere efficacemente di diritti dei bambini sulla base della Convenzione ONU sui diritti del fanciullo. Consapevole che ogni azione ha una sua provvisorietà storica, cioè una funzione ed un significato soltanto rispetto all’attuale contesto istituzionale e sociale , ritengo che il progetto europeo “I AM NOT SCARED” divenga un ottimo prerequisito per la costituzione auspicata di un osservatorio europeo sul fenomeno del bullismo.

On. Lara Comi

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