Adolescenza e identità

Identità adolescenziale

Le tappe attraverso cui si costituisce l’identità, esauriscono il processo di autoidentificazione sessuale, ovvero l’acquisizione dell’intima convinzione della propria femminilità o mascolinità. Tale convinzione è elemento essen­ziale del mondo che ognuno ha di sentire il proprio essere, nel suo profondo. Due psicanalisti hanno approfondito e studiato il percorso di costruzione dell’identità, nelle varie fasi dell’età evolutiva, con particolare riguardo all’ado­lescenza.

Testimonianze

Sono Edith Jacobson ed Erik Erikson. Jacobson si cimenta in un profondo scandaglio riflessivo:
Preferisco intendere per formazione di identità un processo che costruisce la capaci­tà di preservare l’intera organizzazione psichica – nonostante la sua crescente struttu­ralizzazione, differenziazione e complessità – come un’entità altamente individualiz­zata ma coerente, che ha direzione e continuità ad ogni stadio dello sviluppo umano una normale formazione di identità sembra consistere nell’abilità dell’organizzazio­ ne psichica di sviluppare e di raggiungere un’autonomia secondaria ottimale del Su­per-io e dell’io nel suo controllo della realtà e degli impulsi, dei conflitti intersiste­mici e delle tensioni all’interno di ogni sistema. (Jacobson, 1974) L’adolescenza è, per Erikson, il periodo naturale per il costituirsi dell’i­dentità personale, che garantisce la continuità fra passato legato all’infanzia, e futuro, in cui le aspettative del giovane, acquistano significato e spessore, nel confronto con ciò che la società si aspetta da lui.
Erikson dà corpo alla seguente riflessione: In tal modo la formazione dell’identità personale, oltrepassa quel processo di identificazione a senso unico di sé con gli altri, che è stato descritto nella prima psicoana­lisi. Si tratta di un processo basato su un’elevata capacità cognitiva ed emozionale di lasciarsi identificare come individuo, circoscritto in rapporto ad un universo prevedi­bile, che trascende le circostanze dell’infanzia. L’identità si configura perciò, non più come la somma delle identificazioni infantili, ma come una nuova combinazione di vecchi e nuovi frammenti di identificazione.

Proprio per questa ragione, le società ’confermano’ in questa età l’individuo, inserendolo in strutture ideologiche di ogni specie ed assegnandogli ruoli e compiti in cui egli può ’riconoscersi’ e ’sentirsi rico­nosciuto’. Le conferme rituali, le iniziazioni e gli addottrinamenti, altro non fanno che corroborare un processo indispensabile, attraverso il quale, ogni società sanatra­ smette alla nuova generazione la forza della tradizione, infondendo a sua volta in sé, la forza della gioventù. Ogni società, quindi nella misura in cui verifica in tal modo il nuovo individuo, ne viene a sua volta storicamente verificata, perché l’individuo viene indotto a mettere a disposizione dei processi societari quell’energia ’libera da conflitto’ che egli è stato capace di far sopravvivere ai suoi conflitti infantili.(Erik­son, 1980)

Il gruppo è l’ambiente necessario alla crescita dell’adolescente, che si impegna nella costruzione delle sue esperienze, in modo simile ai componenti del gruppo. Si dà il nome di “cultura” a somiglianze e differenze del gruppo, oppure si può scendere da quell’altissimo livello di astrazione e percepire somiglianze e differenze all’interno di una particolare cultura. La dinamica del fenomeno di gruppo consiste nel trovare un tratto, un elemento di somiglianza per tutti i membri che li accomuni (Freud,2001). L’adolescente abbandona lentamente il concetto di sé costruito sulla valu­tazione e sulla opinione dei genitori, per sostituirlo ad una considerazione di sé, derivata dai giudizi degli amici.

L’adolescente può sentirsi valutato nega­tivamente in alcuni settori e ciò comporta inevitabilmente ansia, frustrazione o l’atteggiarsi in modo compensativo, nel tentativo di primeggiare in ambiti in cui si è considerati poco abili. I genitori possono essere tentati di diventare iperprotettivi, con il rischio che il figlio si opponga eccessivamente al mondo degli adulti. L’acquisizione di una  propria identità è un processo che dura anni e si costruisce attraverso la sperimentazione e l’identificazione.

La spe­rimentazione consente di provare a recitare una molteplicità di parti, imme­desimarsi in differenti ruoli. Contemporaneamente, avendo la possibilità di conoscere tante persone, l’adolescente ha la possibilità di osservarle, esserne affascinato, provare ad imitarle. La sperimentazione e l’identificazione fanno si che l’adolescente rilevi una molteplicità di volti a seconda dell’ambiente in cui è. Ad esempio un ragazzo, può essere educato e riservato a casa, ma indisciplinato a scuola, con grande stupore dei genitori. Attraverso le speri­mentazione e le identificazioni, l’adolescente si riconosce come separato da­gli altri e, rapportandosi con l’immagine che gli altri gli rimandano, tende a confrontarsi con le proprie abilità ed i propri limiti.

L’identità finale è frutto della scelta e della sintesi di alcuni dei ruoli sperimentati, ed inevitabilmente comporta il lutto per la perdita delle altre possibilità.

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